{"id":897,"date":"2021-08-03T10:08:19","date_gmt":"2021-08-03T08:08:19","guid":{"rendered":"https:\/\/il-mio-ip.it\/?page_id=897"},"modified":"2021-08-03T11:14:08","modified_gmt":"2021-08-03T09:14:08","slug":"ipv6","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/il-mio-ip.it\/?page_id=897","title":{"rendered":"IPv6"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-cover alignfull has-background-dim has-parallax has-background-gradient\" style=\"background-image:url(https:\/\/il-mio-ip.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/servizi.jpg);min-height:380px;aspect-ratio:unset;\"><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__gradient-background\" style=\"background:linear-gradient(100deg,rgb(21,50,67) 0%,rgb(26,108,122) 100%)\"><\/span><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow\">\n<h1 class=\"has-text-align-center has-white-color has-text-color wp-block-heading\">IPv6<\/h1>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #0693e3;\" class=\"ugb-highlight\"><strong><strong><strong>IPv6<\/strong><\/strong><\/strong><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">IPv6 \u00e8 il protocollo designato come successore di IPv4, e nasce per superare le intrinseche limitazioni di quest\u2019ultimo, relative soprattutto al numero massimo di indirizzi disponibili, oltre ad introdurre nuovi servizi e a semplificare notevolmente la gestione delle reti IP.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La principale differenza tra i due protocolli, quindi, \u00e8 data dal maggiore spazio di indirizzamento disponibile, infatti IPv4 \u00e8 a 32 bit e indirizza 232 indirizzi, mentre IPv6 \u00e8 a 128 bit e quindi pu\u00f2 indirizzare un 2128, ovvero una quantit\u00e0 enormemente maggiore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vediamo la composizione di un pacchetto IPv6:<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"310\" src=\"https:\/\/il-mio-ip.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/23-pacchetto-IPv6-1024x310.png\" alt=\"Figura 23: Pacchetto IPv6\" class=\"wp-image-899\" srcset=\"https:\/\/il-mio-ip.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/23-pacchetto-IPv6-1024x310.png 1024w, https:\/\/il-mio-ip.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/23-pacchetto-IPv6-300x91.png 300w, https:\/\/il-mio-ip.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/23-pacchetto-IPv6-768x233.png 768w, https:\/\/il-mio-ip.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/23-pacchetto-IPv6.png 1323w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em><strong>Figura 23: Pacchetto IPv6<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Version [4 bit]<\/strong>: indica la versione in uso del datagramma IP: per IPv6, ha valore 6 (da qui il nome IPv6). Come abbiamo gi\u00e0 visto, per IPv4 questo campo ha valore 4.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Traffic Class [8 bit]<\/strong>: questo campo indica la classe di traffico, ovvero permette di gestire le code sulla base di un sistema di priorit\u00e0 assegnando ad ogni pacchetto una classe di priorit\u00e0 diversa rispetto ad altri pacchetti provenienti dalla stessa sorgente. Viene usata nel controllo della congestione e serve quindi per gestire prima le richieste di pacchetti con priorit\u00e0 alta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Flow Label [20 bit]<\/strong>: questo campo \u00e8 usato dal mittente per etichettare una sequenza di pacchetti come se fossero nello stesso flusso. Supporta la gestione del QoS (Quality of Service), consentendo ad esempio di specificare quali etichette abbiano via libera rispetto ad altre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Payload Length [16 bit]<\/strong>: indica la dimensione del payload, ovvero la lunghezza del pacchetto, espressa in numero di byte, di tutto ci\u00f2 che si trova dopo l&#8217;header. Il suo valore massimo \u00e8 65.535 byte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Next Header [8 bit]<\/strong>: indica quale tipo di intestazione segue l&#8217;header di base IPv6. Molto simile al campo protocol dell&#8217;header IPv4, del quale usa gli stessi valori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Hop Limit [8 bit]<\/strong>: indica il limite di salti consentito, praticamente il Time to live visto in IPv4. Il suo valore viene decrementato di 1 ogni volta che il pacchetto passa attraverso un router: quando tale valore arriva a zero il pacchetto viene considerato \u201cscaduto\u201d e quindi scartato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Source Address [128 bit]<\/strong>: indica l&#8217;indirizzo IP del mittente del pacchetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Destination Address [128 bit]<\/strong>: indica l&#8217;indirizzo IP del destinatario del pacchetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Notiamo che il pacchetto IPv6 ha un numero di campi minore rispetto a quello dell\u2019IPv4: questa caratteristica conferisce al protocollo IPv6 maggiori prestazioni ed efficienza nel routing. Le principali novit\u00e0 e migliorie sono l\u2019header di lunghezza fissa, a 40 byte, l\u2019impossibilit\u00e0 per i router di frammentare i pacchetti e l\u2019eliminazione del campo checksum, dal momento che tale funzione viene delegata ad altri livello dello Stack. Inoltre, il protocollo IPv6 implementa funzioni per la sicurezza delle comunicazioni basate sulla crittografia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Formato degli Indirizzi IPv6<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come abbiamo visto la principale novit\u00e0 \u00e8 nello spazio di indirizzamento, che prevede ben 128 bit, contro i soli 32 previsti dal protocollo IPv4. Questo comporta tuttavia che il formato degli indirizzi di IPv6 sia notevolmente pi\u00f9 complicato rispetto a quello di IPv4.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un indirizzo IPv6, infatti, \u00e8 formato da 8 campi, separati dal simbolo \u201c:\u201d, ognuno dei quali composto da 16 bit espressi in notazione esadecimale. Ecco un esempio di indirizzo IPv6:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><code>2fee:0db8:25a3:0000:31cb:8a2e:02df:6aaa<\/code><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se nell\u2019indirizzo compare uno zero come cifra pi\u00f9 significativa, allora pu\u00f2 essere omessa. Ad esempio, riscriviamo l\u2019indirizzo scritto sopra con questa notazione:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><code>2fee:db8:25a3::31cb:8a2e:2df:6aaa<\/code><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vediamo che gli zeri all\u2019inizio sono scomparsi e che il 4\u00b0 campo, composto tutto da zeri, \u00e8 stato completamente eliminato, senza nessun simbolo tra la coppia di caratteri \u201c:\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019IPv4 per individuare le subnet si utilizza la netmask, mentre nell\u2019IPv6 si utilizza il nuovo concetto di prefisso. Ad esempio:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><code>2fee:db8:25a3::31cb:8a2e:2df:6aaa\/80<\/code><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">il \/80 sta ad indicare che i primi 80 bit rappresentano la subnet e i rimanenti 48 il singolo host ( 128 \u2013 80 = 48 ). Il caso limite \u00e8 rappresentato dal prefisso 127, infatti:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><code>2fee:db8:25a3::31cb:8a2e:2df:6aaa\/127<\/code><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Indica che abbiamo solamente 2 host, ma una miriade di subnet(!).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli indirizzi IPv6 sono stati suddivisi in 3 macrocategorie, utilizzate per vari scopi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Unicast<\/li><li>Multicast<\/li><li>Anycast<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sottolineiamo il fatto che gli indirizzi IPv6 sono assegnati alle interfacce, e quindi un indirizzo IPv6 pu\u00f2 identificare una sola interfaccia (indirizzi Unicast) o gruppi di interfacce (indirizzi Multicast ed Anycast).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Indirizzi Unicast<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli indirizzi di questo tipo sono composti da due parti uguali da 64 bit ciascuna. I primi 64 bit indicano il prefisso di rete, mentre gli altri indicano l\u2019host. Gli unicast sono assegnati ad una singola interfaccia e quindi i pacchetti inviati ad un indirizzo di tipo unicast verranno recapitati solo all\u2019interfaccia associata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Indirizzi Multicast<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli indirizzi multicast rappresentano un insieme di indirizzi assegnati ad un insieme di interfacce: un pacchetto di questo tipo verr\u00e0 quindi recapitato a tutte le interfacce dell\u2019insieme, ed equivale all\u2019indirizzo del broadcast nel protocollo IPv4. Il formato di un indirizzo IPv6 multicast \u00e8 il seguente<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><code>FF&lt;flags&gt;&lt;scope&gt;::&lt;group id&gt;<\/code><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dove:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>FF<\/strong>: indica che si tratta di un indirizzo multicast.<\/li><li><strong>Flags<\/strong>: settato a 1 indica un indirizzo temporaneo. Settato a 0 indica un indirizzo permanente.<\/li><li><strong>Scope<\/strong>: si usa per limitare l\u2019ambito del group id.<\/li><li><strong>Group ID<\/strong>: identifica il gruppo di nodi multicast.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Indirizzi Anycast<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa categoria di indirizzi viene assegnata ad un gruppo di interfacce. I pacchetti inviati ad un indirizzo anycast arriveranno all\u2019interfaccia pi\u00f9 vicina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Indirizzi speciali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esistono degli indirizzi e dei prefissi speciali, per usi particolari:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><code>::\/128:<\/code> si tratta di un indirizzo composto totalmente da zeri, detto unspecified address: esso viene utilizzato per indicare l&#8217;assenza di indirizzo IPv6 e si impiega esclusivamente a livello software, corrisponde all\u2019indirizzo 0.0.0.0 in IPv4;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><code>::1\/128:<\/code> indirizzo di loopback. \u00c8 un indirizzo associato al dispositivo di rete che ripete come eco tutti i pacchetti che gli sono indirizzati. Corrisponde a 127.0.0.1 in IPv4;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><code>::\/96<\/code>: questo indirizzo \u00e8 utilizzato per connettere le due tecnologie IPv4\/IPv6 nelle reti ibride. Gli indirizzi IPv4 compatibili sono stati deprecati in favore degli indirizzi IPv4-Mapped address;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><code>::ffff:0:0\/96<\/code>: si tratta di un indirizzi IPv6 del tipo IPv4-mapped address, e viene utilizzato nei dispositivi dual stack;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><code>fe80::\/10<\/code>: prefisso link-local. Tale prefisso specifica che l&#8217;indirizzo \u00e8 valido esclusivamente sullo specifico link fisico;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><code>fec0::\/10<\/code>: prefisso site-local. Tale prefisso specifica che l&#8217;indirizzo \u00e8 valido esclusivamente all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione locale. Tuttavia, il suo uso \u00e8 deprecato e probabilmente non verr\u00e0 pi\u00f9 implementato in futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><code>fc00::\/7<\/code>: prefisso Unique Local Addresses (ULA). Questo prefisso \u00e8 valido esclusivamente all&#8217;interno di una organizzazione. Il suo uso \u00e8 analogo alle classi private della versione IPv4 (gli IP ULA non vengono ruotati su internet). Sostituiscono gli indirizzi Site-local deprecati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><code>ff00::\/8<\/code>: come gi\u00e0 visto si tratta del prefisso che identifica gli indirizzi di multicast.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>IPv6 e DNS (Domain Name System)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nascita degli indirizzi IPv6 ha posto l\u2019esigenza della loro rappresentazione nel sistema DNS. Tali indirizzi sono rappresentati dal record AAAA, che corrisponde al Record A degli indirizzi IPv4.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group alignfull has-background is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\" style=\"background-color:#f3f9fb\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/il-mio-ip.it\/guida-al-networking\/nat-network-address-translation\/\" data-type=\"page\" data-id=\"889\">&lt;&lt; NAT &#8211; Network Address Translation<\/a><\/h3>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h3 class=\"has-text-align-right wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/il-mio-ip.it\/guida-al-networking\/ipsec\/\" data-type=\"page\" data-id=\"902\">IPsec &gt;&gt;<\/a><\/h3>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IPv6 IPv6 \u00e8 il protocollo designato come successore di IPv4, e nasce per superare le intrinseche limitazioni di quest\u2019ultimo, relative soprattutto al numero massimo di indirizzi disponibili, oltre ad introdurre nuovi servizi e a semplificare notevolmente la gestione delle reti IP. 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